A distanza di sei mesi dalle elezioni politiche, (che hanno visto scomparire dalla scena politico-sociale italiana, il Partito Socialista) e con le elezioni europee ormai alle porte, ci si chiede soventemente: come ripartire? O meglio: da dove ripartire?
Al congresso di Montecatini, tenutosi il Luglio scorso, con grande entusiasmo e coraggio, erano stati indicati i binari che avrebbero dovuto direzionare il percorso di ricostruzione del Partito, ma soprattutto di rinnovamento della classe dirigente.
Il tema del rinnovamento , sembrava essere caro alla nuova Dirigenza del Partito, anche per impedire che si cadesse in un immobilismo politico, deleterio se non mortale per il nostro Partito, specialmente in questo difficile momento,che sta attraversando tutta la sinistra italiana.
Ci si è spesso interrogati, se ci fosse la seria necessità di mettere in discussione metodi organizzativi e contenuti politici, adottati fino ad oggi.
E non di rado, si sono evidenziate le difficoltà che avevano i dirigenti del nostro Partito, a leggere i mutamenti sociali, politici,economici che nel frattempo si attanagliavano nella nostra società.
Troppe volte l’azione politica del Partito, si è distaccata dalla realtà sociale, dimenticandosi le vere ragioni della politica.
Sono passati orami quattro mesi dal Congresso di Montecatini, ed in Regione Campania, la classe dirigente non riesce ancora a dare una risposta.
E’ fuorviante, che non si sia ancora chiusa la questione congressuale, di alcune provincie, per non parlare di quella regionale.
L’immobilismo e l’assenteismo in cui è caduto il Partito in regione Campania , sulle tematiche politiche-sociali di grande attualità (vedi la questione della legalità, dei rifiuti, della scuola, dell’università, delle politiche sociali …) è sotto gli occhi di tutti i compagni, e purtroppo di tutta la società civile.
L’assenza di una classe dirigente regionale, motivata ed intenzionata ad aprire ed a percorrere una nuova era è la questione che più preoccupa i giovani socialisti.
Ed è questa la preoccupazione che spinge noi giovani, a chiedere un confronto con tutto il Partito, per cercare di dare una spinta affinché venga risolta la questione congressuale, e si affermi una nuova classe dirigente che possa iniziare a lavorare in modo diverso da come fatto sino ad ora, in vista anche delle importanti scadenze elettorali.
I giovani socialisti hanno il dovere, di rivendicare un ruolo di primo piano, in questa nuova fase politica.
Hanno il dovere di proporre nuove idee, e di essere protagonisti e non solo comparse, in questa fase di ricostruzione del Partito.
Non esiste un passato senza presente, così come non potrebbe esistere e non avrebbe alcun senso un presente senza futuro.
Per tutto quanto sopra esposto i giovani socialisti si incontrano il giorno 30 ottobre p.v. alle ore 18:00 presso la federazione regionale P.S. e invitano i dirigenti ad un confronto politico.
Napoli 21/10/2008
I recenti avvenimenti che stanno riguardando l'organizzazione dei giovani socialisti hanno messo in evidenza uno stato di profonda sfiducia nei confronti della dirigenza nazionale, che era latente all'interno della Fgs e che oggi ha travolto tutti.
Le responsabilità sono ora più che mai chiare.
Non è molto lontano il tempo in cui i giovani della Campania, insieme a quelli di altre realtà, in pieno posizionamento congressuale, avevano auspicato che ogni giovane della FGS giustamente scegliesse la propria mozione ed il proprio candidato alla segreteria nazionale del PS, ma si evitasse politicamente di schierare la organizzazione della FGS a favore dell'una o dell'altra mozione.
Come sempre, però, la dirigenza nazionale pensò (male) di utilizzare l'organizzazione per costruire posizionamenti personali, schierandola ufficialmente a fianco della compagna Pia Locatelli.
Poi, quei posizionamenti non si sono raggiunti e la recente influenza che viene con il mal di pancia ha investito il nostro Segretario nazionale.
Lo avevamo detto! La scelta di schierare l'organizzazione, nonostante i diversi orientamenti, ha prodotto una grande responsabilità politica, che ne ha determinato la perdita di credibilità e soprattutto di rappresentatività rispetto a tutte quelle realtà che non si ritrovavano nelle loro scelte personali.
Ora bisogna ripartire seriamente e recuperare il tempo perduto.
Dobbiamo ricostruire una organizzazione giovanile, in rapporto di lealtà con il PS, che recuperi da subito il proprio precipuo compito di rappresentare il laboratorio e la palestra dove far crescere l'esperienza e le nuove classi dirigenti, fungendo da pungolo e da avanguardia per il gruppo dirigente del partito.
Dobbiamo contribuire tutti alla costruzione di una nuova organizzazione giovanile, capace di mettere insieme tutti gli iscritti al partito che abbiano meno di 30 anni e che lavori con l'obiettivo di intercettare l'interesse delle giovani generazioni, formulando proposte nei campi di maggiore interesse per i giovani.
Nel contempo, ci auguriamo di poter contribuire al rilancio di un partito che produca effettivamente quel rinnovamento di metodo e delle rappresentanze da tutti auspicato e necessario per riacquistare credibilità nel Paese.
Per promuovere realmente il rinnovamento, bisogna non mortificare mai il merito!
Consumato il momento di presentazione delle mozioni per il primo congresso nazionale del partito
Presentate le liste socialiste per le prossime elezioni politiche. 
I giovani socialisti campani esprimono piena solidarietà alle popolazioni di Savignano Irpino e Ariano Irpino per i fatti accaduti nella giornata del 18/02/2008.
In particolare esprimono tutta la loro vicinanza ai feriti, alla stampa locale nella persona del cronista Gianni Vigoroso e al compagno Giovanni
Le immagini che ci sono giunte dalle locali emittenti televisive testimoniano quello che mai noi giovani avevamo visto:
donne ed anziani picchiati a sangue!
Cio’ ci induce a chiedere con forza che nelle sedi opportune venga indagato sull’accaduto e che vengano ricercati i responsabili di questa ignobile azione.
I fatti di questi giorni sono comunque il frutto di una errata gestione della questione rifiuti in Regione Campania, questione che da sempre noi giovani socialisti abbiamo denunciato.
Un’ emergenza che dura da 14 anni è frutto di un’atavica volontà di conservazione dello status quo che penalizza esclusivamente il cittadino.
Pensiamo che il superamento dell’emergenza non può essere legato alla penalizzazione di territori che per 14 anni hanno dato il loro contributo alla risoluzione di questa vergognosa vicenda.
Tanto più nel momento in cui questa decisione viene accompagnata dalla violenza cieca delle forze dell’ordine su chi ha il solo e semplice dovere di difendere il proprio territorio e la propria dignità dall’ennesimo vidipendio.
Siamo convinti che bisogna restituire alla politica e al territorio la sua dignità e il suo spazio costituzionale. Sembrerà un’ ovvietà. Viviamo da 60 anni in una Repubblica costituzionale fondata sul lavoro anche se a volte come in questa circostanza non sembrerebbe vero perché a moltissime famiglie il lavoro verrebbe strappato di mano.
Infine riteniamo che i poteri supremi non possono essere concentrati in una sola persona per lungo tempo, anche in casi di emergenza nazionale, altrimenti la mancata rappresentanza del territorio denuncia che sia la fine della democrazia.
LO DICE
Gli avvenimenti accaduti il 18/02/2008 nell’arianese dimostrano che molti altri principi meriterebbero essere introdotti a nostra salvaguardia di persone e cittadini liberi.
Il 19 gennaio è trascorso l’ 8° anniversario della morte dell’ ultimo segretario dello storico del PSI: Bettino Craxi. Da molti settori della vita sociale si levano timide ipotesi di revisione storica del momento funesto di tangentopoli e dei protagonisti politici del periodo. Questa era politica si è caratterizzata, da un lato, per un allucinato clima di tensione sociale fomentata dai protagonismi della classe giudiziaria italiana, mediante un troppo, a volte, disinvolto ricorso alla carcerazione preventiva, e dall’ altro, da un clima di “guerra civile” e di linciaggio mediatico della carta stampata le cui accuse finivano con l’ essere vere e proprie sentenze pubbliche che determinavano la morte civile dell’ indagato, ben prima che la giustizia facesse il suo corso. Un grande cronista del periodo, Indro Montanelli, personaggio non certo tenero con la classe dirigente socialista, ma persona dotata di sottile intelligenza e indubbia onestà intellettuale, ammise in una sua opera del Novembre del 1995 (v. L’ Italia degli anni di fango ),che “…. Craxi, ha pagato, in termini di potere ed onore, più di chiunque altro”. L’ascesa politica di Craxi, cominciò con la convulsa e famigerata riunione del comitato centrale del partito del 12 Luglio del 1976 all’ hotel Midas di Roma , dove una nuova leva di giovani e rampanti dirigenti salì alla ribalta a danno delle “vecchie” correnti dei demartiniani e della sinistra del partito. Quelli erano anni particolarmente difficili sia per l’ inasprirsi delle tensioni sociali, sia per la gravissima situazione economica. Anche il dato elettorale non era dei più confortanti, ma lasciava intravedere la possibilità di un inserimento del partito in funzione di “arbitro di ogni possibile soluzione” ( v. P. Nenni – Intervista sul Socialismo). In tale contesto le lungimiranti intuizioni dello statista Craxi, permisero al PSI, di porsi nello scenario politico, come il partito della modernizzazione, sia sul piano interno, quale concreto interprete dei fertili fermenti sociali, sia sul piano della politica estera, attraverso il costante sostegno ai movimenti democratici dell’ America Latina e dei paesi dell’ Est Europa, segnando in maniera incontrovertibile una netta demarcazione dalle scelte politico – ideologiche dei “cugini” comunisti. La storia ha dimostrato che questa politica autonomistica, in termini di consenso elettorale, ha pagato, attribuendo al PSI, il ruolo di “cerniera” del sistema politico, ipotizzato da Nenni. Di certo l’ integrazione nel sistema ha comportato il perfetto adeguamento del partito e della sua classe dirigente ad un generalizzato sistema di corruzione e degenerazione, la cui nascita affonda le radici nella politica trasformistica di giolittiana memoria e che nel corso degli anni ha visto ingigantirsi la sua influenza sulla vita democratica del Paese. Le vicende di cronaca, riguardanti gli intrighi delle Cooperative Rosse, dimostrano in maniera sconcertante, come fosse strumentale alla spasmodica ricerca di un nuovo spazio nell’ arco costituzionale, l’ alacre battaglia dei compagni del PCI prima e del PdS poi, sconfitti dalla storia per le scelte politiche di appiattimento sulle posizioni sovietiche, assurti improvvisamente ad integerrimi fustigatori dei costumi. Tali condotte, del resto generalizzabili a tutte le compagini politiche, anche della Seconda Repubblica, dimostrano come queste siano legate ad aspetti congeniti all’ indole umana, esulando dai coinvolgimenti ideologici e partitici. Ciò che deprime ed irrita più di tutto è l’ ingratitudine ed il voltagabbanismo tipico del popolo italiano, sempre pronto ad osannare il “condottiero” finchè saldamente in sella e subito pronto ad infierire sullo stesso una volta caduto nella polvere. Indelebili sono ancora nella memoria di tutti, le vergognose immagini della aggressione all’ hotel Raphael, ai danni di uno tra i più grandi statisti che il nostro Paese abbia conosciuto, con il classico corollario di insulti e lancio di monetine. A distanza di oltre quindici anni dal terremoto politico – istituzionale rappresentato da tangentopoli, appare matura la possibilità di affrontare un distaccato ed autocritico processo di ricostruzione storica degli eventi succedutisi prima e dopo il momento di radicale cesura del
Antonio Vetrone
Segr. Provinciale FGS Benevento
Vi sottoponiamo l'iniziativa della FGS di Aversa: la richiesta di riduzione della TARSU da indirizzare al comune. Scaricate il modulo per la richiesta cliccando qui accanto o nella sezione "media" del sito, nella quale trovate anche un vedemcum per l'utilizzo del suddetto modulo!La Federazione dei Giovani Socialisti è per sua natura un organizzazione trasparente che fa della partecipazione lo strumento costitutivo della sua azione.
Nell’ultimo periodo questa trasparenza è stata interpretata da alcuni come una debolezza. Alcune federazioni regionali per contribuire alla discussione per la costituzione della nuova FGS hanno reso pubblici dei documenti in alcuni casi critici con la direzione politica della FGS.
L’esecutivo e la Direzione considerano le modalità utilizzate da queste federazioni poco rispettose dell’organizzazione, ma allo stesso tempo considerano le critiche, quando costruttive, uno degli elementi fondamentali della crescita della FGS. In particolare rispetto alle questioni sollevate dalla federazione campana si ritengono superati i motivi di tale critica.
Dalla discussione è emersa la volontà, da parte di tutti, di procedere unitariamente verso la costituzione della nuova FGS.
Il Partito Socialista o fa della questione del rinnovamento generazionale una priorità o è destinato alla morte per consunzione.
Crediamo sbagliato un ricambio del gruppo dirigente tout court, ma siamo convinti che qualsiasi organizzazione sociale deve rispecchiare le diverse stratificazioni della società.
Un’organizzazione politica, come la società, deve essere una comunità composta per metà da donne e per metà da uomini. E deve vedere rappresentate nei suoi dirigenti, e anche nei suoi iscritti, tutte le classi di età presenti nella società.
Rendere effettiva la parità tra uomini e donne negli organismi e abbassare da 50 a 40 anni la classe media del gruppo dirigente socialista devono essere nostri obiettivi.
E’ necessaria, dunque, una forte immissione di donne e di giovani nella politica.
E’ necessaria una forte presenza di compagne e compagni giovani nel nascente Partito Socialista.
Il nostro obiettivo deve essere quello di imporre un ricambio generazionale e di genere nella politica italiana. Per far questo, nel nostro partito, dobbiamo dotarci di uno strumento. Occorre una nuova FGS che sia in grado di imporre questa idea e che in base al concreto concetto di merito costituisca una delle radici del nascituro Partito Socialista.
La predilezione all’azione politica della FGS ha generato in alcuni compagni l’idea che il percorso per la nascita della nuova FGS dovesse sorgere senza un ampio dibattito e soprattutto senza la necessaria trasparenza. Questo insieme ad alcune critiche pretestuose ed altre impostazioni radicalmente contrarie alla logica di una federazione giovanile hanno fatto il resto. Anche se la stragrande maggioranza ha colto il senso del percorso che ci porterà alla nuova FGS l’obiettivo resta la condivisione del progetto da parte di tutti, rifiutando sia la logica delle appartenenze precedenti sia quella dei veti precostituiti.
Tutto può permettersi una generazione come la nostra, tranne che dividersi. E’ necessario uno sforzo per mettere da parte ogni pregiudizio, nella convinzione che non ci sono ragioni che valgono più di quelle degli altri.
L’autonomismo deve restare uno dei concetti fondamentali della politica socialista e della presenza dei giovani nella politica.
Autonomia finanziaria e politica che va rafforzata e vissuta come priorità della nostra prossima azione politica.
Questa autonomia non significa distanza dal partito. Per questo crediamo che la prima proposta che la nuova FGS deve fare è quella di prevedere che ogni rappresentate della FGS ai diversi livelli partecipi a pieno titolo, con diritto di voto, alle decisioni del partito. Il segretario cittadino della FGS deve far parte della segreteria cittadina del PS, il segretario provinciale della FGS deve far parte della segreteria provinciale del PS e così salendo sino alla segreteria nazionale.
Necessario, quindi, un tesseramento autonomo. Allo stesso tempo visto lo sforzo organizzativo del PS che, nonostante i problemi relativi all'organizzazione, si è posto l’obiettivo delle 100mila tessere, riteniamo giusto riconoscere la possibilità per chi aderisce alla nuova FGS di iscriversi con altri 20 euro al partito.
Così facendo viene garantita a tutti i giovani la possibilità di iscriversi soltanto alla FGS ma viene altresì garantita la possibilità, per chi ha un età sotto i 32 anni, di iscriversi soltanto al PS.
La questione dell’iscrizione è una questione tecnica, ma ha un riflesso politico. Se noi vogliamo che ci sia una nuova generazione di italiani che si avvicina alla politica e al Partito Socialista è necessario mettere in campo tutti gli strumenti a disposizione.
Ecco perché la Rosa Arcobaleno, prima associazione LGBT socialista, così come Studenti Socialisti o Europa Giovani, per ciò che concerne l’ambito della cultura e dello sport, sono esperienze da non perdere per consentire a tutti la scelta di partecipare alla vita del partito, anche a chi si dimostra interessato a singole tematiche non ad altre.
Il problema della scarsa partecipazione dei giovani alla politica è un tema che dobbiamo porci tutti, rifiutando il nuovismo del PD e allo stesso tempo tenendo presente che da una parte molti cittadini sono pronti a firmare, votare alle primarie, votare al referendum sul welfare e dall’altra non prendono neanche in considerazione l’iscrizione ad un partito.
La discussione che si sta sviluppando in queste settimane testimonia un vivacità dei giovani socialisti che deve contagiare tutto il partito. Per mettere in campo questa iniziativa e soprattutto per cercare di incidere con le nostre proposte dobbiamo sfruttare tutte le energie presenti.
Per questo il comitato promotore della nuova FGS formato a Perugia va allargato a tutti quelli che sono interessati al progetto.
Allo stesso modo auspichiamo, da parte delle federazioni regionali, la formazione di comitati promotori regionali della nuova FGS.
L’obiettivo di tutti i compagni, nelle prossime settimane, sarà quello di raccogliere le adesioni alle nuova FGS e al Partito Socialista.
Allo stesso tempo un’assemblea da convocare, tutti insieme, a dicembre dovrà centrare le proposte politiche e organizzative per far vivere nei prossimi mesi l’iniziativa dei giovani socialisti, arrivando a svolgere il congresso di fondazione della nuova FGS prima del congresso del partito.
Congresso, rappresentativo di tutta la comunità dei giovani socialisti, che resta l’unico organo legittimato a prendere decisioni su come dovrà costituirsi la nuova organizzazione. Congresso che dovrà affermare la volontà da parte di una nuova generazione di socialisti di guidare il cammino verso un grande Partito Socialista.
Pur avendo ricevuto la nomina all’interno del comitato promotore per la nuova FGS riteniamo opportuno fare alcune precisazioni.
Il 10-11 novembre scorsi a Perugia si è fatto un importante passo nel cammino della nuova FGS che sarà l’organizzazione giovanile federata con il Partito Socialista. Un momento cruciale e molto delicato che è stato viziato da errori gravi, che potrebbero compromettere il cammino che da quel momento si pone dinnanzi alla nostra federazione.
Il primo, grave, errore è il non aver aspettato in modo da poter coinvolgere tutte le realtà giovanili dei soggetti che compongono la costituente socialista. Alcune realtà, come i giovani de “I Socialisti”, non erano presenti a Perugia e non sono presenti nel comitato promotore che da Perugia ha preso il via. I nostri dirigenti nazionali lo hanno giustificato con la ristrettezza dei tempi a disposizione; a nostro giudizio, questo non rappresentava un problema perché in certi processi la fretta non è ammessa, si poteva tranquillamente aspettare qualche altra settimana, tanto più considerando il fatto che il congresso del Partito Socialista si celebrerà in Aprile.
Si è partiti, dunque, con un grave handicap, cominciando un percorso di unità con un momento di divisione.
Non ci è chiaro, poi, quale sia stato il metodo adoperato per scegliere i componenti del comitato promotore. Chiediamo, pertanto, alla dirigenza nazionale di darci lumi su questo punto.
Un’altra contestazione è relativa unicamente al modo di prendere decisioni all’interno della nostra organizzazione, dato che prima dell’evento del 10 e 11 novembre non si è provveduto a condividere le scelte che si sono ratificate durante la conferenza umbra. Scelte che sono state prese in modo verticistico in contrasto con i principi di democrazia che sono alla base della nostra federazione. Scelta già contestata durante la riunione che si è tenuta sabato notte, prima del momento conclusivo della manifestazione di domenica mattina.
Il modo di operare verticistico di questa dirigenza lo avevamo già riscontrato in altre occasioni, ma abbiamo preferito soprassedere. Non vogliamo, però, passarci sopra adesso, nel momento in cui si va a formare un nuovo soggetto che deve necessariamente fondare il suo agire sulle basi della democrazia e della condivisione delle scelte, quantomeno con gli organi di rappresentanza regionale.
Questi sono gli atti attraverso i quali la nostra dirigenza nazionale rischia di creare una frattura con la federazione dei giovani socialisti campani. Una frattura che oggi non la renderebbe più rappresentativa degli oltre 1100 compagni che in Campania hanno aderito alla nostra organizzazione. Una frattura che diventerebbe insanabile qualora non si inverta la tendenza.
Teniamo a precisare che le critiche che muoviamo con questo documento sono tese ad impedire che la nuova FGS parta con presupposti sbagliati e a far sì che la nostra organizzazione sia modello per tutte le giovanili dei partiti politici, ma vogliamo soprattutto far sì che ci si adoperi per scatenare entusiasmi, non rinunciando a nessuna delle potenzialità a disposizione.